Coronavirus, a Fiesole si leggono più quotidiani. Ma l’edicola di Borgunto rischia la chiusura definitiva

Foto sopra: sabato mattina, in coda dal fruttivendolo del mercato in piazza Mino si legge il giornale

di Damiano Fedeli
A Fiesole con l’emergenza coronavirus si leggono più quotidiani. Ma Borgunto rischia di perdere la sua edicola, con Mansur che deciderà alla fine di aprile se riaprire o chiudere bottega definitivamente. In questi giorni di persone a casa, in tanti hanno riscoperto l’informazione di qualità, tornando a comprare i giornali cartacei come non si vedeva da tempo. Una controtendenza totale con quello che accadeva solo pochi mesi fa, a fine gennaio, quando le edicole di tutta Italia avevano organizzato uno sciopero per portare all’attenzione pubblica la condizione di declino inarrestabile della vendita e il concreto rischio della scomparsa di un presidio culturale dalle nostre piazze. Adesso, complice il tempo che tutti hanno a disposizione in abbondanza, e anche la gran massa di informazioni non verificate se non palesemente false che girano in rete, il pubblico sembra aver riscoperto la necessità di informarsi rivolgendosi a fonti il più possibile affidabili, tornando ad acquistare quotidiani. 

L’edicola di piazza Mino e le precauzioni che adotta durante questa emergenza

PIAZZA MINO
Il sabato mattina, all’edicola di piazza Mino, si fa la fila per comprare il giornale. “Una cosa mai vista”, sottolinea la titolare, Simona Bianchini. Ai punti vendita arrivano più copie. Sabato 21 a Fiesole sono arrivati 443 quotidiani e ne sono stati venduti 341. Un mese prima, a fine febbraio, prima dell’emergenza, i giornali che arrivavano erano poco meno di 200 e se ne vendevano sui 140, meno della metà di quelli che si vendono adesso. “Le persone leggono di più, ora che sono a casa”, spiega Simona. “Ci sono diverse persone che prendono due giornali, un quotidiano nazionale e uno locale. Chi veniva occasionalmente per prendere una rivista patinata, ora viene tutti i giorni a comprare un quotidiano. E poi si vende tanta enigmistica, ma anche tante riviste di viaggio: le persone hanno bisogno di sognare”. L’edicola di Fiesole è aperta solo di mattina.

BORGUNTO
Chi non vede un momento positivo per i giornali è invece l’edicolante di Borgunto, Mansur Mansuri. “Fino alla fine del mese di aprile sto a casa e poi decido che cosa fare e se chiudere definitivamente l’attività”, spiega. Mansur ha già chiuso da qualche settimana. “Ultimamente vendevo sì e no dieci copie della Nazione, tre della Repubblica e due del Corriere. Poi ha chiuso anche la casa del popolo e ho deciso di non correre più il rischio di stare al pubblico per pochissimi giornali. Vediamo alla fine di aprile. Se la situazione è ancora questa, con ogni probabilità cesserò l’attività”.

CALDINE
A Caldine l’edicola alla Coop è chiusa da molto tempo. Rimane però attivo il servizio con il venditore ambulante che porta la Nazione.

PIAN DI MUGNONE
“Un qualche aumento di quotidiani e riviste c’è stato”, spiega la titolare della cartolibreria di Pian di Mugnone, Patrizia Biffoli. “Sono aumentate anche le vendite di libri e giochi per bambini”. Con l’emergenza, il punto vendita di via Faentina ha cambiato orari. Adesso è aperto solo la mattina, dalle 8,30 alle 12,  tutti i giorni, domeniche incluse.

COMPIOBBI
“Io ho l’edicola da 21 anni. In questi giorni vengono a comprare il giornale persone che in tutto questi anni non ho mai visto”, racconta Gianni Lombardi, titolare dell’edicola di Compiobbi. “Si vendono più quotidiani: le persone sono interessate agli eventi di questa emergenza: Nazione, Repubblica, Corriere vanno piuttosto bene. Si vendono meno quotidiani sportivi, invece, ovviamente, essendo lo sport fermo. Un’altra cosa che va bene sono i libri che ordino di continuo. Come edicola ho infatti la possibilità di ordinare libri e farli trovare qui in edicola anche il giorno dopo. E, ancora, il reparto enigmistica è quello che finisce più rapidamente. Chi ha bambini cerca libri da colorare, con attività da fare, giocattoli, figurine. Altre cose in questa emergenza si sono invece quasi azzerate, come le vendite dei biglietti di Ataf e Sita, naturalmente”.

GIRONE
“In effetti c’è stato un aumento delle vendite dei quotidiani”, racconta la titolare dell’edicola di Piazza Pertini, Maria Falcone. “A noi come edicole fa piacere essere stati inseriti nella lista dei servizi essenziali. Ci sono tante persone a casa e chi prima lo comprava a Firenze quando andava a lavoro, adesso lo compra qui. Speriamo che la buona abitudine alla lettura del giornale di carta rimanga anche una volta finita l’emergenza. Anzi, sa una cosa? Vengono a comprare il giornale di carta anche diverse persone che hanno anche l’abbonamento online. Sarà una scusa per uscire… Comunque agli anziani che vengono a prendere il giornale raccomando a tutti ‘Ok, ora hai preso il giornale, ma vai subito a casa’. Cosa comprano? Anche il gossip, pur di evadere un po’”. L’orario di apertura è 6,30-13 e 15,30-18.