“Così con Croce Rossa ci occupiamo dei cani di chi è in isolamento per il virus”

di Damiano Fedeli
Chi è in quarantena o in isolamento obbligatorio perché positivo al coronavirus non può, ovviamente, uscire a portare fuori il proprio cane. Un servizio del comitato fiorentino di Croce Rossa Italiana pensa a questi animali: i volontari li portano fuori due volte al giorno, seguendo un rigido protocollo di sicurezza. Il responsabile di questo servizio fiorentino – ora attivo anche a Fiesole – si chiama Roberto Mancini, abita a Caldine e da pochi giorni è anche il referente dell’unità territoriale fiesolana della Croce Rossa. Ruolo in cui ha sostituito Alessandro Grigioni, che nel frattempo è andato a capo dell’area emergenza di Croce Rossa Firenze.

“Il servizio di dog sitting – racconta al Fiesolano Mancini – è indirizzato a chi è risultato positivo al tampone del virus, e quindi deve stare isolato o a casa, se ci sono le condizioni, o nelle strutture messe a disposizione, nel caso di Fiesole, dal Comune. Ma il servizio di Croce Rossa si rivolge anche a persone che, per qualche fragilità più o meno legata all’emergenza, hanno necessità relative ai cani”. A Fiesole, spiega ancora Mancini, “possiamo prendere il cane e portarlo fuori a fare i bisogni per poi riportarlo a casa. O fare altri servizi per l’animale, come portarlo dal veterinario o procurare farmaci veterinari. Abbiamo riscontrato una grande disponibilità da parte del Sindaco Ravoni. A Firenze abbiamo anche la possibilità di ospitare direttamente i cani, per il periodo in cui il padrone è impossibilitato, con un accordo con il Parco degli animali. Per Fiesole, questo non è ancora operativo”.

Per usufruire del servizio, si può chiamare il numero di Croce Rossa Firenze 055 2744241, tutti i giorni dalle 8 alle 20. “Le persone ci possono contattare in tutta riservatezza. La gestione avviene con la totale sicurezza di tutti. Seguiamo, infatti, due precisi protocolli. Il primo protocollo riguarda il contagio, ovviamente: prendiamo il cane fuori dall’abitazione, usiamo doppi guanti, utilizziamo i nostri guinzagli che sanifichiamo ogni volta. Il secondo protocollo di sicurezza riguarda la gestione del cane. Sono animali che non ci hanno mai visto, che vivono magari situazioni di tensioni in casa. Anche il cane più buono del mondo può essere nervoso, senza sicurezze intorno a sé e davanti a uno sconosciuto. Bisogna aspettare i suoi tempi, saperlo tenere calmo”.

Sono una dozzina i volontari della Croce Rossa impegnati in questo servizio. Ogni animale viene accudito da due persone. Molte sono dell’unità cinofila, ma non solo. “Con questa emergenza tanti giovani hanno scelto di fare presso di noi del volontariato temporaneo, dopo un periodo di formazione. È uno dei risvolti positivi di questa emergenza. Alcuni di questi giovani li usiamo anche nel servizio con i cani”.

Il neo responsabile della Croce Rossa Italiana di Fiesole è uno dei volontari che da Firenze a fine marzo sono stati per una settimana a Bergamo con un’ambulanza, a supporto della città lombarda duramente colpita dall’emergenza virus. “L’agenzia di emergenza-urgenza di Bergamo aveva richiesto un rinforzo di ambulanze”, racconta. “Normalmente sul loro territorio ce ne son diciotto. Croce Rossa ne ha mandate dodici in rinforzo, tanto per dare una proporzione del disastro. Non ci siamo fermati un secondo. Quando fai servizio in ambulanza, di solito, hai dei tempi morti. Lì invece non rientravamo mai alla base: giusto il tempo di disinfettare tutto e cambiare le tute che era già ora di ripartire. Era paura, paura vera”.

(le foto nell’articolo sono di Michele Squillantini)