Dehousse (Università europea): Fiesole è già laboratorio internazionale per la ripartenza

È proseguito in queste settimane sul Corriere Fiorentino il dibattito su come far diventare l’Istituto Universitario Europeo della Badia Fiesolana un laboratorio internazionale per pensare le strategie del “dopoguerra” del Covid. Un dibattito lanciato qualche settimane fa dallo storico Zeffiro Ciuffoletti (ne abbiamo parlato qua). Oggi sul quotidiano fiorentino interviene Renaud Dehousse, presidente dell’Istituto Universitario Europeo. Che dice, fra le altre cose: “Già oggi vi è all’Istituto un grande fermento attorno ai tanti problemi legati alla crisi. I nostri studiosi, che per esempio sono stati fra i primi a raccomandare, anche dalle pagine del Corriere della Sera, un riavvio graduale e per fasce di età delle attività produttive, cercano di dare un concreto apporto alle riflessioni dei policy-makers, come dimostrato anche dai proficui scambi che alcuni di loro stanno avendo con la task force istituita dal Governo per la fase 2 dell’emergenza”.

Renaud Dehousse

Secondo il presidente dell’università che ha sede alla Badia, “gli aspetti da analizzare sono tanti, ed è quindi indispensabile un approccio collaborativo con altri centri d’eccellenza. L’Istituto sta mettendo in piedi una propria task force interdisciplinare che farà dialogare fra loro le varie scienze sociali, faciliterà il contatto con i nostri partners, nonché con attori-chiave delle politiche pubbliche, nazionali e sovranazionali, il dialogo coi quali fa parte del nostro dna”.

Dehousse ricorda anche il tradizionale incontro di inizio maggio promosso dall’istituto fiesolano, quello State of the Union che quest’anno si terrà l’8 maggio in una inedita versione online interamente dedicata proprio alla crisi del coronavirus. Si affronteranno le tematiche delle politiche sanitarie, di quelle socio-economiche e della cooperazione internazionale.

Nei giorni scorsi, sempre sul Corriere Fiorentino, in questo dibattito era intervenuto anche il rettore dell’università di Firenze, Luigi Dei, che aveva sottolineato le numerose collaborazioni accademiche già esistenti fra l’ateneo fiorentino e l’Istituto europeo fiesolano.