Il Sindaco Ravoni: “Così Fiesole dà un’accoglienza più calorosa ai contagiati in isolamento”

di Damiano Fedeli

“Ieri ero arrabbiatissima. Quando mi hanno detto che a Montebeni c’erano quattro ragazzini che giocavano a calcio, che le vie più segrete, Ontignano, via delle Fontanelle, erano piene di persone da Firenze e da altri territori, mi sono veramente arrabbiata”. Per il sindaco Anna Ravoni le domeniche di bel tempo come quella di ieri sono uno stress ulteriore in questo momento di emergenza. Ci sono ancora persone che non vogliono capire di restare in casa. “Vigili e carabinieri, mettendo a repentaglio anche la loro stessa salute, andando in giro sono costretti a trovare queste situazioni. No, non ci siamo proprio. Vedo persone anziane che vanno quattro volte al giorno a fare la spesa e due volte al giorno in farmacia, giusto per vedere qualcuno con cui chiacchierare… Vuol dire proprio che le persone non capiscono. E adesso arriveranno le multe anche dai nostri vigili urbani”.

Ieri mi sono davvero arrabbiata per le persone in giro. Ora basta. Adesso arrivano le multe anche dalla nostra Polizia municipale

I NUMERI
Eppure il contagio è anche da noi. La settimana scorsa c’è stato persino un morto residente a Fiesole, un uomo di 84 anni che però da diverso tempo viveva in una residenza fuori dal comune. “Attualmente – spiega il Sindaco – il totale dei contagiati nel nostro territorio è di 23 persone. I ricoverati sono dieci. Le altre tredici persone, fra dimessi dagli ospedali e persone che non hanno avuto bisogno di ricovero, sono in isolamento. Quando le loro case hanno i requisiti necessari (una stanza con bagno isolata dal resto della casa), possono stare a casa, naturalmente senza incontrare nessuno. Per quanti invece non hanno una casa adatta a questa condizione, si è attivato il Comune. Attualmente ci sono quattro persone ospitate in strutture che abbiamo trovato noi: case private, b&b, affittacamere e case vacanza”.

Per Anna Ravoni, questa è stata la scelta migliore: “Abbiamo trovato tanta solidarietà e le paure dei vicini sono rientrate. Le persone hanno capito. Anche perché chi è in isolamento è gestito davvero bene, nessuno ha contatti con loro. Ospitarli così è stato un modo per farli sentire in qualche modo a casa loro, un’accoglienza più calda a cui tengo molto, invece di mandarli in un albergo anonimo a Firenze. Guardano fuori dal vetro della finestra, rigorosamente chiusa, e vedono il panorama loro. Hanno due stanze piccole e un bagno, con vari confort”.

Chi non ha una casa adeguata all’isolamento è ospitato in appartamenti e case vacanza trovati dal Comune. Così rimangono sul territorio: guardano dalla finestra, rigorosamente chiusa, e vedono i loro panorami. I pasti sono forniti da ristoratori fiesolani

LA RETE

Il pasto è fornito da ristoratori fiesolani, che si sono attivati. “Diciamo che riusciamo in qualche modo a coccolare queste persone con una bella rete di solidarietà. Tutte le mattine li chiamo per sapere se hanno bisogno di qualcosa, una vicinanza che sentono e apprezzano. Tutti conoscono benissimo le regole: non uscire assolutamente, non aver contatti. Ieri c’è stato il caso di una signora cui è tornata la febbre ed è stata riportata a Careggi. Fortunatamente, dopo gli esami del caso è stata rimandata qui nel suo alloggio di isolamento. Alle una di notte mi ha chiamato per dirmi che l’avrebbero dimessa già stamani…”. Il Sindaco chiama le persone contagiate, si aggiorna su di loro. Rimane in contatto con i vicini di casa di quanti sono in isolamento, fornendo spiegazioni e rassicurazioni. “Non c’è panico. Ogni giorno all’ora di pranzo, la Protezione civile bardata di tutto punto va a portare pranzo e cena, medicine o eventuali indumenti. Nessun altro è autorizzato a entrarci in contatto”.

IL CENTRO OPERATIVO COMUNALE

In Comune si è attivato il Coc, il Centro operativo comunale di Protezione civile. Una struttura, composta anche da Polizia municipale e associazioni di volontariato, che consente di operare più rapidamente. “Le associazioni di volontariato ci stanno dando tutte un grandissimo aiuto. E la solidarietà di Fiesole si tocca con mano”.

Le associazioni di volontariato stanno dando un grandissimo aiuto. La solidarietà di Fiesole si tocca con mano

Le mascherine arrivano con il contagocce dalla Protezione civile. Si è attivato però anche qualche privato per donarle al Comune. “Il Comune le gira alle associazioni di volontariato e cerchiamo, nei limiti del possibile, di farle arrivare anche davanti ai punti Coop”.

“La vita di Sindaco si è stravolta completamente”, ammette Anna Ravoni. “È diventato un servizio sociale e non più solo un ruolo amministrativo. È cambiato tutto in questi giorni e, nella visione futura, tutti ci troveremo cambiati. Temo che poi, finita questa prima fase, ci sarà bisogno di un supporto psicologo per tanti, specie i più fragili, messi a così dura prova”.

Il ruolo di Sindaco è completamente stravolto. È diventato un servizio sociale. In questi giorni è cambiato tutto e nel futuro ci troveremo tutti cambiati