La guida ambientale: “Questa crisi è un’opportunità unica per Fiesole. Non sprechiamola”

di Damiano Fedeli

“Questa emergenza per Fiesole può essere un’occasione importante. L’occasione per non essere più, turisticamente, solo un satellite di Firenze, ma per affermarci come complementari, un luogo che completa Firenze con qualcosa, la qualità della vita, che la grande città non ha. Il mio, si badi, non è un discorso campanilistico. Ma questa può essere davvero la grande occasione per Fiesole: se non ora, quando?”. Giovanni Crescioli (foto sopra), 45 anni e una figlia piccola, è guida ambientale escursionistica. Con la sua Fiesole Bike  accompagna turisti stranieri a fare escursioni in bici e a piedi nel nostro territorio. O, meglio, accompagnava. Visto che da quando è esplosa l’emergenza coronavirus il suo lavoro si è, naturalmente, completamente azzerato e le prospettive sono alquanto incerte.

Io lavoravo per lo più con i turisti americani. La stagione era appena partita, poi pluf. È stato come se si fosse spento improvvisamente un interruttore. Adesso bisogna riorganizzarsi daccapo: sarà il nostro dopoguerra

“È stato come se si fosse spento d’improvviso un interruttore”, spiega. “Io lavoravo al 99,9% con stranieri, principalmente americani. Un lavoro che va da marzo a ottobre. Ero appena partito con la stagione poi… pluf”. Ce ne sarebbe abbastanza per disperarsi. Ma non per Giovanni, che già nel 2013, perso il lavoro in un’azienda elettromeccanica per l’onda lunga della crisi 2008, si era trovato a doversi reinventare, diventando, appunto, guida ambientale. “Adesso bisogna daccapo riorganizzarsi”, racconta. E per fare questo lancia una serie di idee per tutto il territorio. Convinto che nel “dopoguerra” che ci aspetta niente potrà più essere come prima (“Non potrà più esserlo. Prima ce ne rendiamo conto, meglio è”) ma anche che per il territorio fiesolano, se farà le cose giuste, questa terribile crisi potrebbe anche rivelarsi un’opportunità. 

Quest’anno potremo al massimo ripartire dal turismo locale. Ecco, è proprio questo il punto di partenza: ripensiamo a un turismo lento e riscopriamo noi per primi il nostro patrimonio

In che modo? “Partiamo dal presupposto che questa stagione è andata, ormai. Al massimo, nelle modalità che stabiliranno le autorità sanitarie, si potrà avere del turismo locale. Ecco, ripartiamo proprio da queste persone; attiriamo qui i fiorentini, i toscani. Ripensiamo a un turismo lento, locale, che si rivolga ai nostri vicini per far riscoprire loro quello che c’è fuori porta. Valorizziamolo e riscopriamolo noi per primi. È il momento di fare rete, di ripartire dal basso, dalla comunità, dall’Italia più piccola. Non è una battaglia di retroguardia, di difesa dei confini, ci mancherebbe. È invece l’occasione per ripensare la globalizzazione, di cui il  turismo di massa è stata un’appendice. Adesso nel cielo non si vede un aeroplano. Siamo fermi. Ripartiremo, ma lentamente. E allora scopriamola e valorizziamola questa lentezza, la natura, l’ambiente, lo sport, l’avventura, e quindi, in poche parole, il benessere, la salute, la felicità. Cose che sono la ricchezza di Fiesole”. Per Crescioli, la valorizzazione di questi aspetti sarà per il nostro territorio un’opportunità “senza aspettare di tornare a ruota di Firenze”. Anche se è ben consapevole che la capacità di spesa dei locali è ben inferiore a quella dei turisti americani: “Ma cosa lasciavano davvero al territorio con due o tre notti qui?”.

Se facciamo rete con aziende agricole, imprese dell’ospitalità e della ristorazione ci riprenderemo presto. Sarà l’occasione per un turismo differente

La sua proposta è quella di chiamare a raccolta vari soggetti. “La mia idea, chiamarlo progetto è molto azzardato, sarebbe quella di fare rete, cercare di coinvolgere da subito aziende agricole, con diverse già ci lavoravo e le definisco ‘gli artisti del nostro territorio’, il mondo del biologico e della filiera corta, le strutture ricettive e anche quelle ristoratrici. Creare immediatamente itinerari che ci mettano in contatto con queste realtà. Farle conoscere. Promuoverle tutti insieme. Riprendiamoci prima possibile noi, che ci viviamo, il nostro spazio. I turisti torneranno: in fondo, viviamo in uno dei posti più belli del mondo, rendiamocene conto”.

Secondo Crescioli, “Già prima di questa crisi, c’era l’esigenza di redistribuire il turismo al di fuori di Firenze che non riusciva più a smaltire gli enormi flussi di persone. Questo è il momento giusto per un turismo differente. Sotto certi aspetti, l’azzeramento totale cui stiamo assistendo dà la possibilità a Fiesole di creare qualcosa più facilmente rispetto al tentare di rimettere insieme i cocci di quello che c’era prima. Ora si riparte da zero. Ci vuole gente combattiva, che ci creda e che voglia bene a questi nostri posti che sono un patrimonio”.

Niente sarà più come prima. Prima ce ne rendiamo conto, meglio è. L’azzeramento totale dà a Fiesole la possibilità di creare qualcosa più facilmente rispetto a tentare di rimettere insieme i cocci di quello che c’era prima