Conte, Lagarde, Michel, Georgieva: l’Europa si collega con Fiesole per parlare del dopo Covid-19

di Damiano Fedeli
Ci sono stati, fra gli altri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, la direttrice esecutiva del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva. E, ancora, il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. È stata ricca come al solito di personalità di primo piano la conferenza “The State of the Union” sullo stato dell’Unione Europea – il principale appuntamento organizzato dall’Istituto universitario europeo di Fiesole che si è tenuta venerdì 8 maggio

Ovviamente il tema al centro del dibattito è stato quello del Covid-19, il virus che sta cambiando la vita di interi Paesi, fra emergenza sanitaria ed economica. Con l’Unione Europea sottoposta a un importante banco di prova. Di questo si è parlato nelle tre sessioni di discussione promosse dall’istituto fiesolano.

Un appuntamento che quest’anno si è tenuto solo in modalità virtuale.

Conte: senza una risposta europea basata sulla solidarietà e sul coraggio, è lo stesso progetto europeo a essere in gioco. O vinciamo tutti o perdiamo tutti.

“Se non adottiamo e attuiamo rapidamente una risposta europea coordinata basata sulla solidarietà, sul coraggio, su misure straordinarie all’altezza della sfida senza precedenti, sarà lo stesso progetto europeo ad essere in gioco”. È uno dei passaggi del discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento conclusivo alla giornata. “Le tre misure Sure, Bei, Mes sono insufficienti, ammontando ad una frazione di quanto altre grandi economie, come quella Usa, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie. Il prestito effettivo del ‘Recovery Fund’ sui mercati (distinto dalle risorse totali che esso mobilita) deve essere di notevole dimensione, almeno 1 trilione di euro, per portare la dotazione totale della risposta europea in linea con le necessità finanziarie complessive dell’Unione”. E ancora: “In questa fase cruciale per l’Europa non siamo di fronte ad un negoziato a somma zero. Non ci saranno vincitori e sconfitti. O vinceremo tutti, o perderemo tutti. L’Europa non può accettare che la peggiore pandemia globale risulti in un processo di disintegrazione senza precedenti. Lavoriamo insieme per far vincere l’Europa!”.

Lagarde (BCE): per l’Europa è “altamente desiderabile” una risposta di bilancio comune

Se vogliamo impedire di lasciare sulle spalle dei singoli Paesi la risposta alla crisi del Covid-19 (che rischia di costare alla zona Euro il 10% del pil), per l’Europa “è altamente desiderabile” una risposta di bilancio comune. È uno dei passaggi dell’intervento di Christine Lagarde, presidente della BCE alla conferenza virtuale dell’Istituto universitario europeo. “Dobbiamo prepararci come Unione” a fronteggiare la fase successiva della sfida posta dalla pandemia, spostando l’attenzione “dal fornire una rete di sostegno al favorire la ripresa”.  Lagarde, facendo appello a una risposta di bilancio comune europea, ha parlato di un “momento Schuman” per i Paesi europei, chiamati a fare uno sforzo di solidarietà e integrazione come in altre occasioni cruciali del passato. Ciascun Paese dell’Eurozona “deve poter rispondere come necessario” allo shock economico posto dalla pandemia, “altrimenti rischiamo di ampliare le asimmetrie e di uscire dalla crisi con una divergenza economica ancora più ampia”.

Charles Michel (Consiglio Europeo): all’Europa serve un piano De Gasperi

“Serve una rotta concreta, è il senso del piano di rilancio che stiamo mettendo in opera. Abbiamo parlato di un nuovo piano Marshall ma perché non chiamarlo piano De Gasperi? Lancio qui la proposta”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel nel suo intervento a The State of the Union. “Lo svilupperemo con tutte le istituzioni europee e i 27 stati membri ma anche l’insieme dei cittadini che deve essere mobilitato e partecipare”.  A fronte della crisi generata dal coronavirus “dovremmo essere all’altezza dei nostri padri fondatori e guardare al di là dei nostri interessi a breve termine”. “Abbiamo le risorse: abbiamo un potenziale di resilienza e di solidarietà”.

Georgieva (FMI): proteggere i Paesi che hanno condizioni economiche complesse

Una delle priorità della risposta economica alla pandemia è “assicurarci di proteggere i Paesi che hanno condizioni economiche complesse, dove c’è meno spazio di manovra di bilancio a causa di alti livello di debito“, lo ha detto Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo monetario internazionale, parlando alla conferenza virtuale dell’istituto fiesolano.

Le tre sessioni: i video completi

Nella prima sessione si è parlato di Covid-19, politiche sanitarie e società. Dopo i saluti del presidente dell’Istituto universitario europeo Renaud Dehousse, del sindaco di Firenze Dario Nardella, del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, si è tenuto il dibattito.

La prima sessione di State of the Union. Premi Play

Una seconda sessione, pomeridiana, si è incentrata Quali politiche economiche per il post Covid-19?. Sarà lì che interverrà la presidente della Bce Christine Lagarde, insieme al commissario Paolo Gentiloni, a Laurence Boone, capo economista dell’OCSE e a Jeroen Dijsselbloem, ex presidente dell’Eurogruppo.

La seconda sessione di State of the Union

Infine, la sessione serale aperta dalla direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale Kristalina Georgieva in un dialogo con la direttrice del Financial Times Roula Khalaf. Il dibattito finale sul tema L’impatto del COVID-19 sulla cooperazione globale ha visto protagonisti Jeffrey Sachs (Columbia University), Alexander Stubb, ex primo ministro finlandese e nuovo direttore della scuola di Governance transnazionale all’Istituto europeo, e Mari E. Pangestu, direttrice esecutiva per lo Sviluppo della Banca Mondiale. Un dibattito moderato dalla direttrice dell’Istituto affari internazionali Nathalie Tocci. Il discorso conclusivo è stato affidato al presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte.

La terza sessione di State of the Union