Fiesole: pieno di voti per Giani (62,6%). Ceccardi non sfonda (26,7), crollano i Cinque stelle (5%)

di Damiano Fedeli
Eugenio Giani fa il pieno di voti a Fiesole. Raggiungendo il 62,63%, quasi un punto percentuale in più rispetto a Enrico Rossi cinque anni fa. Il neopresidente della Toscana ha conquistato a Fiesole 4695 voti (Rossi nel 2015 ne aveva presi qui 3420). Susanna Ceccardi non sfonda nel nostro comune, arrivando al 26,7%. Deludente la prova di Irene Galletti dei Cinque Stelle, poco sopra il 5%, meno della metà del candidato pentastellato Giannarelli di cinque anni fa. A sinistra non convince la proposta di Tommaso Fattori che non supera un fiacco 3,25%, dimezzando di fatto i consensi da lui stesso raccolti nel 2015.

CENTROSINISTRA – Il Partito democratico si conferma, a livello di liste, come il più votato a Fiesole quando si tratti di competizioni regionali, nazionali o europee. Ma se si guarda la percentuale (35,41%) e il numero di voti assoluti raccolti dal Pd, si nota che, rispetto alle regionali 2015 c’è stato un ridimensionamento dei consensi: cinque anni fa, infatti, il Partito guidato oggi da Zingaretti, aveva raccolto alle regionali a Fiesole il 59,2% (3167 voti) , stavolta il 35,4% (2341 voti). Un’erosione di circa ottocento voti che in parte si spiega con la varietà che stavolta offriva il centrosinistra (nel 2015 c’erano solo due liste nella coalizione del presidente Rossi: Pd e Popolo toscano riformisti 2020). Stavolta c’era ad esempio Italia Viva, la creatura renziana che al suo esordio ha ottenuto un buon risultato a Fiesole, con l’8,7%. E il voto nel centrosinistra si è travasato dal Pd in liste come quella di Sinistra civica ecologista (7,93%), o, ancora nella lista del presidente (Orgoglio Toscana: 4,19%), in Europa Verde Progressista Civica (2,54%) o Svolta! (una manciata di consensi, 0,42%).

CENTRODESTRA – La Lega di Salvini si conferma il primo partito fiesolano del centrodestra, conquistando un 13,7%, quasi un punto in più del 12,88 preso cinque anni fa. Continua l’emorragia di voti da Forza Italia, che si è attestata a un misero 2,78% che dimezza praticamente i già calati consensi del 2015 (5,05%). Chi si avvantaggia, dimostrando anche a Fiesole il potenziale scontro nazionale per la leadership del centrodestra, è Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, arrivato al 9,73%, una crescita di tre volte rispetto al 2015, quando era al 3,1%.

CINQUESTELLE – A Fiesole Irene Galletti, la candidata in solitaria dei Cinquestelle, ha preso il 5,06%, poco più di 370 voti, la metà di quelli conquistati (11,69%) nel 2015. Testimonianza di un movimento in grosse difficoltà nazionali, con l’anima delle origini che si scontra con la realpolitik dello stare al Governo. Non è un caso che i pentastellati non abbiano praticamente fatto campagna per le regionali, concentrandosi sui temi del referendum sul taglio dei parlamentari di maggiore presa sul proprio elettorato.

GLI ALTRI – La corsa a sinistra di Tommaso Fattori (Toscana a sinistra) si ferma a Fiesole al 3,25%, la metà dei suoi stessi consensi di cinque anni fa. I due simboli con falce e martello di Partito comunista italiano e Partito comunista hanno ottenuto rispettivamente 74 e 38 voti (0,99 e 0,51%). Infine, ci sono 61 elettori che hanno deciso a Fiesole di dare fiducia al Movimento antivaccinista 3V.