Semplificazione in vista: presto i tavoli in piazza Mino. Anche a Fiesole i centri estivi per i bambini.

Un passo avanti verso la possibilità per i ristoranti fiesolani di mettere i tavoli sul suolo pubblico all’esterno, come ad esempio richiedono gli esercenti per piazza Mino. È quello che è stato votato all’unanimità dal Consiglio comunale di oggi pomeriggio che ha dato mandato alla Giunta di stilare un disciplinare semplificato e flessibile, che uscirà entro pochi giorni, con le modalità cui si dovranno attenere gli esercenti. “Uno dei provvedimenti per la fase 2 previste nel cosiddetto ‘decreto rilancio’ prevede la possibilità di nuova occupazione di suolo pubblico per venire incontro alle esigenze dei ristoratori cui le nuove norme impongono distanze più ampie fra i tavoli”, spiega l’assessore allo Sviluppo economico Stefania Iacomi. “L’attuale regolamento comunale sul suolo pubblico stabilisce criteri di assegnazione troppo rigidi e non adatti alla situazione. Come primo punto abbiamo necessità di derogare per il periodo di emergenza e fare un’assegnazione del suolo pubblico più flessibile per le attività di somministrazione”.

CENTRI ESTIVI

Nel corso del Consiglio comunale, trasmesso anche in diretta via Facebook, l’assessore  alla scuola Gian Marco Cecchini ha spiegato poi come anche a Fiesole ci saranno i centri estivi per i bambini, in linea con tutte le attuali norme di sicurezza. “Il Comune fin dall’inizio dell’emergenza ha avuto a cuore anche la questione dei centri estivi. Abbiamo infatti riunito tutte le realtà del territorio che se ne occupano (il Comune non li organizza direttamente) e l’intenzione è quella di fare rete e collaborare per organizzare centri in totale sicurezza per i bambini e per gli operatori, nel rispetto delle norme. Da parte del Comune c’è la disponibilità a mettere a disposizione le aree verdi e a coinvolgere anche la scuola. Le associazioni hanno risposto positivamente e stanno facendo squadra per realizzare anche da noi questo importante servizio per le famiglie fiesolane durante l’estate”. Cecchini ha risposto  a un’interrogazione del gruppo consiliare Fiesole Europa,  con le consigliere Serena Lippi e Silvia Bagnai che chiedevano se il Comune si stava muovendo per l’organizzazione dei centri estivi, anche con i due milioni che complessivamente la Regione ha messo a disposizione per questo scopo. “A Fiesole toccheranno circa 7mila euro dalla Regione”, ha detto l’assessore. “Ci saranno anche i fondi del decreto Rilancio Italia, ma si attendono ancora le disposizioni specifiche”.

RIDUZIONE TARI

Il Consiglio ha approvato all’unanimità anche una mozione della consigliera Alessandra Gallego Bressan del gruppo consiliare Fiesole Viva in cui si chiede al Sindaco e alla Giunta di “adottare ogni misura per ridurre le tariffe Tari per i mesi di marzo, aprile e maggio per tutte le attività che sono rimaste chiuse a causa delle misure di contenimento del contagio del covid-19”.

IL SINDACO: FIESOLE IN LINEA CON GLI ALTRI COMUNI

Ne Comune di Fiesole si sono avuti finora 53 contagi totali. A oggi ci sono ancora due ricoverati in ospedale, tre persone in isolamento e una persona in una residenza per anziani. Cinque i morti, quarantadue i guariti. Sono i numeri sul covid-19 a Fiesole forniti dal Sindaco Anna Ravoni al Consiglio Comunale. “La fase due sarà forse più dura della fase 1 dove si è dovuto lavorare sull’emergenza sanitaria. Ora c’è una crisi economica molto dura. Rilanceremo la sottoscrizione comunale perché chi può aiuti i tanti che non possono. Le donazioni al Comune, che le userà per aiutare economicamente quanti sono in difficoltà sono detraibili al 30%”. 

La Fase 2 a Fiesole, ha spiegato ancora il Sindaco “sta partendo in modo più lento, c’è grande attenzione e cautela. Stiamo lavorando come tutti i Sindaci della Città Metropolitana e decidiamo tutti insieme come muoverci. A Fiesole facciamo come tutti gli altri Comuni, muovendoci in sintonia con tutti gli altri. Così ad esempio sulle aree gioco, dove le norme che impongono sanificazioni quotidiane e igienizzanti continuamente, hanno messo in difficoltà tutti i Comuni. O come le norme sui centri per disabili. O ancora quelle per i centri anziani: il centro diurno per ora non riapre, come ha stabilito la Regione”.